Il coronavirus non ferma il cyberbullismo

da | Mag 5, 2020 | Articoli, Blog

Nei precedenti articoli abbiamo visto una tematica molto importante come quella sulla violenza alle donne, con il coronavirus, si sia aggravata ancora di più.

Ma come dice il detto “i guai non vengono mai da soli”, un’altra tematica che sta facendo discutere in questo periodo è quella del cyberbullismo. Questa tematica la affronto da tempo, e per dettagli maggiori potete rileggere i miei precedenti articoli in materia, ma oggi voglio portarvi nuovamente all’attenzione il problema per via degli ultimi fenomeni che si tanno verificando.

Per via dell’emergenza COVID-19 stiamo scoprendo la Rete Internet come una straordinaria risorsa, ma c’è chi ancora la usa per il suo potenziale negativo.

Il cyberbullismo,  non si ferma

Proprio qualche settimana fa, quelle stesse piattaforme digitali che stanno permettendo, con grande impegno da parte di tutti, docenti e studenti, lo svolgimento delle attività didattiche, sono diventate scenario di violenza e campo fertile per coloro che seminano odio e discordia tramite i canali digitali.

In alcuni Istituti della provincia di Milano, in alcuni casi gli studenti hanno condiviso i link per partecipare alle lezioni con altri utenti, che hanno prontamente ricoperto di insulti e bestemmie il professore di turno. Impossibile continuare la didattica, tanto che i dirigenti hanno dovuto avvisare il ministero dell’Istruzione.
In altri casi le lezioni online sono state registrare e condivise su WhatsApp in gruppi di studenti, ancora una volta per offendere, denigrare, condividere espressioni blasfeme.

Purtroppo, quello che molti non sanno, soprattutto famiglie e giovani haters (coloro che seminano odio e discordia tramite i canali digitali), è che in questa fase di “didattica a distanza”, per i reati di cyberbullismo non cambia assolutamente niente. La legge 71/2017che ha chiarito e formalizzato tutta una serie di “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” e che lo ha definito istituzionalmente per la prima volta come una forma di prepotenza virtuale attuata attraverso l’uso di internet e delle tecnologie digitali, continua ad essere assolutamente valida anche in questi giorni.

Ricordo inoltre che ogni Istituto scolastico sul territorio nazionale, di ogni ordine e grado, si è dotato in questi ultimi anni, di un regolamento interno per la gestione dei casi di cyberbullismo e cyberstalking che riguardano l’ambito scolastico.

Le sanzioni per gli studenti possono essere svariate e anche molto importanti: insufficienze in condotta, sospensioni e bocciature, fino all’espulsione nei casi più gravi.

E per arrivare a questo non ha importanza che gli atteggiamenti violenti siano prodotti sui canali interni di una piattaforma, in realtà anche le offese su un qualsiasi Social rivolte a un insegnante, seppur fuori dall’orario scolastico, possono avere delle conseguenze sul curriculum del giovane, come stabilito nel 2018 da una sentenza del TAR di Napoli.

La collaborazione dei genitori è fondamentale

Navigando nel web, ho trovato sul sito della fondazione Carolina Picchio, una “Guida ai genitori” (scarica la guida qui) realizzata da loro, molto utile in questo periodo. Essa offre una comprensione generale dei principali social, dell’età minima per l’iscrizione e delle loro policy, con i relativi rischi ed opportunità. Una panoramica sui principali videogame, ormai quasi tutti online, che tanto mettono a rischio i nostri ragazzi. Le chat di gruppo che stanno spopolando, ma anche gli elementi normativi e giuridici della vita online. Infine un glossario per facilitare la consultazione.

Gli argomenti che continuiamo ad affrontare, sono argomenti che devono vedere costantemente la luce del sole, perchè solo parlando e conoscendoli in pieno, possiamo scoprire come portare al minimo questi casi. Proprio come nel caso del Covid-19, che si cerca di conoscere il virus per portare il fattore di contaggio inferiore ad 1, noi dobbiamo portare il fattore dei contagio riguardanti i casi di bullismo, cyberbullismo, violenza sulle donne,  a zero per eliminare totalmente il fenomeno.