Questa crisi economica è senza precedenti perché gli effetti dell’isolamento hanno colpito allo stesso tempo la domanda e l’offerta. Se da una parte molte imprese sono state costrette a chiudere o a ridurre le loro attività, dall’altra la popolazione tende a risparmiare e a consumare meno, perché considera il futuro incerto.
Ed è in questo periodo d’incertezza che far sentire la propria voce, è più necessario che mai. Infatti in tutta Italia i lavoratori della filiera del turismo, stanno scendendo in piazza a manifestare, seguendo le regole di distanziamento sociale, chiedendo di dare certezze ed un immediato sostegno salvaguardando il turismo.
L’articolo 21 della Costituzione italiana dice: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…”.
Dalle più violente alle più pacifiche, le manifestazioni possono assumere diverse forme, ma tutte hanno come obiettivo un cambiamento nella gestione politica del Paese. La reazione di un governo di fronte a una manifestazione la dice lunga sul sistema politico di quel Paese. Quando c’è democrazia, generalmente le manifestazioni si svolgono sotto l’occhio vigile della polizia. In un regime non democratico, invece, spesso vengono stroncate sul nascere se non represse con più o meno violenza. Tuttavia, qualunque sia la natura del regime, le manifestazioni che seguono hanno effettivamente prodotto notevoli cambiamenti nella politica del proprio Paese.
1 – BOSTON TEA PARTY – 16/12/1773
Il 16 dicembre 1773, nel porto di Boston, 60 coloni gettano in mare 342 casse di tè immagazzinate su delle navi provenienti dall’Inghilterra. Questo gesto simbolico, dalle importanti ripercussioni economiche, esplicita il malcontento delle colonie e, a Boston in particolare, nei confronti del Parlamento britannico. Quest’ultimo, guidato da Giorgio III, aveva deciso di aumentare le tasse commerciali alle colonie, quando queste non erano nemmeno rappresentate nel Parlamento di Westminster. È in risposta a queste misure che le proteste del Boston Tea Party prendono di mira proprio il tè britannico – il prodotto più tassato.
A questa rivolta segue la chiusura del porto di Boston da parte delle autorità britanniche, poi l’attuazione delle “Leggi Intollerabili” (Intolerable Act – un insieme di misure autoritarie contro le colonie-). Anche queste norme hanno avuto un ruolo fondamentale nella guerra d’indipendenza americana che va dal 1775 al 1783. Non è quindi spropositato considerare il Boston Tea Party come un episodio che preannuncia l’indipendenza degli Stati Uniti d’America.
2 – LA RIVOLUZIONE FRANCESE – DAL 5/5/1789 AL 9/11/1799
3 – LA MARCIA DEL SALE – 12/3/1930
4 – LA MARCIA PER I DIRITTI CIVILI DI WASHINGTON – 28/8/1963
5 – MAGGIO 1968
