Questa crisi economica è senza precedenti perché gli effetti dell’isolamento hanno colpito allo stesso tempo la domanda e l’offerta. Se da una parte molte imprese sono state costrette a chiudere o a ridurre le loro attività, dall’altra la popolazione tende a risparmiare e a consumare meno, perché considera il futuro incerto.

Ed è in questo periodo d’incertezza che far sentire la propria voce,  è più necessario che mai. Infatti in tutta Italia i lavoratori della filiera del turismo,  stanno scendendo in piazza a manifestare, seguendo le regole di distanziamento sociale, chiedendo di dare certezze ed un immediato sostegno salvaguardando il turismo.

L’articolo 21 della Costituzione italiana dice: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…”.

Dalle più violente alle più pacifiche, le manifestazioni possono assumere diverse forme, ma tutte hanno come obiettivo un cambiamento nella gestione politica del Paese. La reazione di un governo di fronte a una manifestazione la dice lunga sul sistema politico di quel Paese. Quando c’è democrazia, generalmente le manifestazioni si svolgono sotto l’occhio vigile della polizia. In un regime non democratico, invece, spesso vengono stroncate sul nascere se non represse con più o meno violenza. Tuttavia, qualunque sia la natura del regime, le manifestazioni che seguono hanno effettivamente prodotto notevoli cambiamenti nella politica del proprio Paese.