Lupi solitari e Cigni neri: il terrorismo islamico nell’era della complessità

Quando parliamo di sicurezza, troppo spesso, dimentichiamo di analizzare il suo significato attraverso la teoria della complessità, capace di rileggere la realtà concepita come interconnessione e interdipendenza degli elementi che la costituiscono”.

Silvia Malafarina, dottoressa in Metodologie Filosofiche, affronta nel suo scritto dal titolo “Lupi solitari e Cigni neri”, edito da Saggi Epoké, l’analisi di questa teoria concentrandosi sull’approccio alla lotta al terrorismo di matrice islamica. Partendo dalla distinzione tra ciò che definiamo “complicato” e quello che, invece, indichiamo come “complesso”, l’autrice ci porterà alla scoperta dell’imprevedibile.

“Il pensiero complesso offre la consapevolezza dell’esistenza e possibilità che l’imprevedibile si manifesti, in quanto, essendo il prodotto della complessità, caratterizza tutti i sistemi complessi. Esso, infatti, è una conseguenza del fenomeno detto effetto farfalla proprio dei sistemi stessi…”.

Secondo questo effetto, appunto, il minimo cambiamento dei parametri iniziali comporterebbe comportamenti imprevedibili del sistema.

Allora come possiamo gestire l’imprevedibile se le minacce da affrontare sono esse stesse eventi rari ed inattesi?

La soluzione a questo quesito viene esposto in circa 160 pagine, partendo da una introduzione che ben denota la complessità e la vastità dell’argomento che l’autrice ha deciso di trattare. Nonostante ciò la struttura dei capitoli rende la lettura chiara ed il lettore consapevole. Un tema attuale, quello della sicurezza, che merita di essere compreso in ogni suo punto affrontando la cultura della paura e della diversità, elementi che inevitabilmente alimentano l’impossibilità di gestire l’imprevedibile.

“In una realtà caratterizzata da uniformità e universali culturali, la diversità è sconosciuta, e questo fomenta paura e diffidenza. Si alimenta così una cultura della paura, anziché una sua eliminazione, la quale incide sulla libertà degli individui, limitandola. La sicurezza, allora, non è più concepita come espressione di democrazia, ma piuttosto come espressione di una realtà quasi totalitaria”.

La chiave per poter comprendere ed affrontare la sicurezza sarà svelata alla fine del libro, dopo un’attenta analisi dei vari aspetti che hanno portato l’autrice a riflettere sul terrorismo di matrice islamica in quanto fenomeno umano.

Esaminare determinati argomenti utilizzando la teoria della complessità è stato molto interessante, le competenze della dottoressa Malafarina non possono che emergere, soprattutto se pensiamo a quanto sia complicato affrontare il tema del terrorismo. Dunque, mettiamo da parte i pregiudizi che, troppo spesso, precludono ai giovani la possibilità di affrontare determinati argomenti. Questo libro dimostra l’esatto contrario ed io sono certa che piacerà anche a voi.

 

Silvia Morreale

 

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